Coliche

06.05.2021

Cosa si può fare?

  • Verificate i «bisogni basilari»: pannolino da cambiare, caldo o freddo, fame. Spogliatelo per accertarvi che non ci sia qualcosa che lo sta ferendo o un abito che stringe facendogli male.
  • La fame è una delle cause abituali di pianto, è però deleterio nutrirlo troppo o troppo spesso, probabilmente ciuccerà anche senza appetito ma il suo stomaco rischierà di dilatarsi e questo porterebbe a un vero mal di pancia peggiorando i pianti. Se allattate non smettete, non è il latte materno la causa di questo stato, né tantomeno quello che mangiate o bevete. Anche un cambiamento di latte artificiale non è necessario salvo parere contrario del vostro pediatra.
  • Come detto nessun medicamento ha mostrato una reale efficacia per questa condizione però certi neonati (soprattutto se allattati al seno) piangeranno un po’ meno con la presa di probiotici, parlatene al vostro pediatra.
  • Fate sentire al piccolo la vostra presenza, cullatelo, questo lo aiuterà a calmarsi: in braccio, su una sedia a dondolo oppure portatelo in fascia contro di voi (petto contro petto). Anche uscire a fare due passi all’aria aperta, in fascia o in culla, spesso rilassa il piccolo e con lui i genitori. Trovate quello che calma voi e il vostro bambino: una canzone, un massaggio dolce. Provate a ridurre gli stimoli visivi e uditivi. Se voi siete sereni (per quanto possibile) il piccolo lo percepirà e si tranquillizzerà più facilmente. 
  • È per me molto importante precisare che in nessun modo facendo così lo state «viziando», non state instaurando una cattiva abitudine e non è per questo che il vostro bambino non riuscirà a staccarsi da voi o a calmarsi da solo più tardi. Sono commenti che purtroppo ancora troppo spesso sono indirizzati alle neomamme. Se il vostro bebè piange, indipendentemente dalla causa, ha bisogno di voi, del vostro ascolto, della vostra presenza e contatto. Accogliere e accettare (ancor prima di capire) i suoi strilli e i messaggi che ci manda è importante e lasciarlo piangere regolarmente da solo per timore che poi si abitui è contro producente. Aggiungo però un’altra precisazione altrettanto indispensabile: non sentitevi in colpa se talvolta provate il bisogno di allontanarvi da lui. Se nulla funziona e sentite che non ne potete più va bene anche lasciarlo piangere in camera da solo e prendere qualche minuto per respirare e far scendere la vostra tensione oppure chiedere aiuto se necessario. E difficilissimo vedere il proprio neonato urlare per molto tempo sentendosi impotenti, prima di commettere atti irreparabili (come scuoterlo) dettati dallo sfinimento allontanatevi per un attimo. 
  • È essenziale trovare dei momenti per riposarvi e ricaricare le batterie, chiedete sostegno al vostro partner o alla famiglia, ad amici oppure al pediatra o ai consultori. Non aspettate di essere estenuati. 

Quando devo portare il neonato dal pediatra?Immediatamente se: 

  • Lo stato generale del vostro bebè vi preoccupa
  • Non riuscite a calmarlo e anche al di fuori delle crisi di pianto sembra doloroso, ha un comportamento inabituale o sintomi che vi preoccupano (colore inabituale, febbre…)
  • Vi sentite sfiniti, non ne potete più e sentite che fareste qualsiasi cosa pur di far cessare i pianti. Consultare per queste ragioni non fa di voi dei cattivi genitori anzi, tutto il contrario!

Nelle 24 ore se: 

  • Il neonato presenta altri sintomi come diarrea, vomito o stipsi
  • Il neonato non prende bene peso

About the specialist

Dr. med. Cristina Delcò Volonté

Specialista in pediatria e neonatologia, membro FMH
Responsabile Ambulatorio Pediatrico Clinica Sant'Anna
Medico consulente, pediatria e neonatologia (Prof Simonetti), Ospedale Regionale, Bellinzona e valli
Medico accreditato, Clinica Sant'anna, Sorengo
Medico consulente, neonatologia, (Prof Rimensberger), Hôpitaux Universitaires Genève