Pediatria

La pediatria è la specialità medica che si occupa del benessere fisico, mentale ed emotivo del bambino, dalla nascita fino ai 16 anni di età. A differenza delle altre specialità cliniche che spesso si concentrano su un unico apparato o un organo specifico, la pediatria si dedica al bambino nella sua totalità, alla sua evoluzione ed alla sua crescita, in quanto il corpo e il cervello dei bambini sono in continuo cambiamento. È interessante sottolineare che il pediatra è infatti uno dei pochi specialisti che lavora di più sulla salute che sulla patologia.

È facile intuire quindi come il ruolo del pediatra vada ben oltre la semplice diagnosi e cura delle classiche malattie infantili. La sua attività si concentra infatti anche su aspetti fondamentali per la corretta crescita e sviluppo di un bambino quali l’educazione, la prevenzione e il sostegno ai genitori in alcuni ambiti importanti come l’allattamento, lo svezzamento, l’educazione al sonno, o le vaccinazioni, per citarne solo alcuni.

Sapere se il proprio bambino cresce bene è una domanda frequente che i genitori pongono al pediatra. Con il termine crescita si intende in primo luogo il peso e la statura, parametri molto facilmente misurabili. È possibile distinguere diverse fasi nello sviluppo corporeo del bambino: la prima fase è caratterizzata da un accrescimento rapido di tutti i parametri (peso e statura) e va dalla nascita alla fine del secondo anno di età; dai due anni alla pubertà la crescita avviene poi con incrementi annuali relativamente costanti; nel corso della pubertà infine si verifica un secondo scatto di crescita e alla fine di quest’ultimo periodo il ragazzo/la ragazza raggiungerà la maturità sessuale e riproduttiva. Il peso e la statura sono dunque parametri fondamentali che riflettono la salute globale del bambino.

Oltre alla crescita fisica, anche lo sviluppo cognitivo e motorio vengono regolarmente valutati e seguiti dallo specialista in pediatria.

I progressi del bambino sono suddivisi in ambiti specifici i quali, pur sovrapponendosi tra loro, risultano comunque utili ai fini delle valutazioni pediatriche.
 

I principali ambiti dello sviluppo infantile sono:

  • Lo sviluppo motorio, che include le capacità motorie generali (stare seduto, camminare, salire le scale) e la motilità fine (afferrare piccoli oggetti, disegnare).
  • Lo sviluppo del linguaggio, inteso come comprensione del linguaggio e successiva capacità di parlare.
  • Lo sviluppo cognitivo, ovvero la maturazione intellettuale del bambino, che nei primissimi anni di età viene valutato soprattutto attraverso l’osservazione del linguaggio, della curiosità, della capacità di risolvere problemi o di comprendere determinati concetti astratti
  • Lo sviluppo emotivo e comportamentale, naturalmente influenzato dal carattere e dalla personalità del bambino, che include l’espressione del suo sentire rispetto al mondo circostante e l’acquisizione delle abilità sociali e inter-relazionali.

Ovviamente non ci sono "momenti fissi" in cui i bambini devono acquisire determinate competenze, i progressi sono molto variabili da bambino a bambino. Esistono però età limite oltre le quali, se un bimbo non ha raggiunto una certa tappa dello sviluppo, il pediatra sarà chiamato ad intervenire. 

La variabilità nei progressi dello sviluppo del bambino nei diversi ambiti è influenzata da numerosi fattori genetici, psicologici e ambientali (ad esempio la nutrizione, o le stimolazioni ricevute dall’ambiente circostante), nonché dall’impatto di eventuali malattie. La valutazione dello sviluppo avviene in modo continuo, ed in questo il pediatra è naturalmente coadiuvato dall'osservazione del bambino da parte di genitori e personale scolastico nella vita quotidiana.

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